(via mattine-di-inverno)
(via mitchdahbitch)
(via real)
addormentarsi presto rispetto al solito
che poi è comunque tardi
e non vedere più l’alba
ma svegliarsi alle otto
o non svegliarsi proprio
e camminare per casa senza realizzare
un letto troppo vuoto
il telefono poggiato sul cuscino
la testa che sbatte sui pensieri
i sogni che sono incubi
i sogni che ci svegliano
e mi fanno sudare
come quando salgo sette piani
che poi per scendere preferisco l’ascensore
chiudere gli occhi e ricordare le mani
chiudere le mani e sentirle vuote
pianificare sorprese e mandarle in aria
volerti vedere
volerti e basta
sentirti vicino e non sentire più l’aria
contare i giorni
rubare le ore come fossero baci
e poi te ne vai
ma in qualche modo rimani
in un biglietto già timbrato
messo in tasca assieme all'accendino
in una canzone che è una promessa
una sigla
nella mia memoria infallibile
che poi penso che son tutti ricordi tuoi
le date i mesi
i numeri da invertire
e non capirci niente perché
non c’è niente da capire
non c’è niente da capire
come diceva quella canzone
e pensare di aver capito
che gli altri avessero già capito
e poi sbagliarmi
ché l’unica cosa che capisco
è che mi manchi
nelle notti e nei giorni
come nei pomeriggi
come le volte che ti dico
vieni qua e non ci sei
e un po’ non ci sono neanch'io
e le tue paure che sono le mie
e che hanno paura delle tue
pensare che ansia
e poi non pensarci più
ma solo vivere
che non lo facevo da un po’
come scrivere
perché sto bene
e non ho nulla da dire
se non per toglierti il fiato
e tenermi l’appetito
senza saziarmi mai di tutto questo
e provare a convincermi
e convincerti che alla fine
andrà tutto bene.oh




